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PostHeaderIcon La storia di MADONNA DI CAMPIGLIO


Un riassunto semplice, inevitabilmente breve ma pur sempre esaustivo della storia di Madonna di Campiglio. In un breve testo secoli di vicende fatti, leggende e aneddoti della località sita in Provincia di Trento.

La strada per Madonna di CampiglioLo Stabilimento Alpino di Righi diventò, con l’Oesterreicher, quel Grand Hotel Des Alpes destinato ad ospitare tant i illustri ospiti; altri alberghi storici del paese nacquero nello stesso periodo, fondati da imprenditori austriaci o tedeschi. Il signor Leopold Neumann, boemo trasferitosi ad Arco, fonderà nel 1906 quell’hotel Neumann oggi diventato Savoia; dietro il Des Alpes, sul finire dell’800 Josef Rainalter fonderà la sua “Deutscher Gasthof” che negli anni diventerà il secondo più grande albergo di Campiglio, prima di essere trasformato una trentina d’anni or sono nell’omonimo Centro abitativo e commerciale. Nello stesso periodo nasce la “Edwig Alpenhaus” del dott. Max Kuntze, consigliere imperiale, primo garnì del paese. Sempre Franz Josef Oesterreicher, nel 1908, fonderà il “Carlo Magno Hotel”, oggi Hotel Golf, anche questo (come già il Des Alpes) dipinto con il tipico colore giallo-oro detto “di Maria Teresa”, usato per la residenza viennese di Schonbrunn. In centro alla piccola conca resisteva, solitario simbolo di italianità, l’hotel “Dante Alighieri” (nome dalla chiara ispirazione), ultimo edificio rimasto agli eredi del Righi.


Dopo il 1918 il confine tra Austria e Regno d’Italia, che prima passava lungo le nevi perenni del vicino Adamello (teatro di cruenti battaglie tra Kaiserjager e Alpini), si spostò al Brennero. I nobili d’Austria non erano più padroni di casa; lo diventarono però fin da subito gli italiani, che presto impararono ad affezionarsi al piccolo paese trentino incastonato tra le Dolomiti di Brenta e l’Adamello-Presanella.

E’ durante il ventennio fascista che si afferma il nuovo fenomeno di massa dello sci. Nel 1926, accolto dal capocomune di Pinzolo, arrivò il primo torpedone “ufficiale” di sciatori della storia della località trentina.
Le naturali potenzialità invernali di Madonna di Campiglio ci misero ben poco ad emergere.

Trampolino Madonna di CampiglioBen presto i declivi dei monti che circondano Campiglio cominciarono ad animarsi; sul finire degli anni ’30, a Campo Carlo Magno, fu realizzata la prima sciovia del Trentino. Nel gennaio del 1935 nacque la prima scuola di sci; l’anno successivo, in occasione del II raduno nazionale della FISI, si svolsero i Campionati Italiani di sci e pattinaggio. Dal 1938 al 1941 Campiglio fu sede dei littoriali della neve e del ghiaccio. “Madonna Bianca” (così veniva chiamata la Campiglio invernale in quegli anni) pian piano nasceva; la località si stava preparando alla grande affermazione del secondo dopoguerra.

La rinnovata sensibilità ai temi ambientali è all’ordine del giorno per la Campiglio moderna. Terminato il caos degli anni ’60 e ’70, il nuovo millennio si apre ai piedi delle Dolomiti di Brenta all’insegna della riqualificazione ambientale. Nel dicembre del 1999, dopo anni di attesa si apre finalmente la circonvallazione in galleria; il centro da allora è off-limits per le automobili, e i pedoni tornano a prendere possesso di piazza Righi (ricordate il fondatore dello Stabilimento Alpino?) e delle zone limitrofe. Viale Dolomiti non è più luogo di parcheggio. Poco per volta l’arredo urbano ridona al paese l’aspetto della località alpina; la sosta selvaggia delle auto lungo la centrale via Spinale viene eliminata. Sotto piazza Brenta Alta e piazza Dolomiti vengono realizzati due parcheggi sotterranei; un terzo è in via di ultimazione sopra lo svincolo sud della circonvallazione in galleria. La centralissima conca verde, giardino nel cuore di Campiglio, torna ad essere utilizzata lontano dai gas di scarico delle automobili.

L’aria ritorna ad essere così come la definì nel lontano 1894 lo stesso imperatore Francesco Giuseppe in un suo scritto autografo oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale austriaca di Vienna: “pura e deliziosamente salutare”.

 

"Madonna di Campiglio, storia e cronoca di una Regina"

madonna-di-campiglio-paolo-bistiPaolo Luconi Bisti


 
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